LE DONNE EMILIANE

Perfetto, Nadia Manghi, Da bambina , ho visto la prima donna lavorare ad un distributore di benzina, proprio in Emilia, nell’Appennino reggiano.Ne sono rimasta affascinata e non l’ho mai dimenticata : un esempio di donna volitiva ed insieme aggraziata.

“Grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede a una donna”. Così ha scritto ieri il cialtrone su un quotidiano nazionale. Non so Nilde Iotti, ma in genere sì, sono brave in cucina, le donne emiliane. È la tradizione. Il primo giocattolo è un matterello piccino per piccole sfoglie, da allargare mano a mano si cresce. Gli intingoli, il sugo d’uva, le marmellate. Forse anche a letto danno qualcosa in più, col carattere impetuoso, passionale, che hanno le donne di queste zone. Ma è nella vita civile, nella società, caro il mio cialtrone, che le donne emiliane eccellono. Abituate a lavorare nei campi, nelle risaie, hanno, per secoli, fatto le madri, le mogli e le contadine, lavorando a fianco degli uomini, come e più di loro. Li hanno sostituiti del tutto durante le due grandi guerre, quando i maschi furono al fronte. E hanno cominciato presto a rivendicare i loro diritti. A fine 800, tra i fondatori del Partito Socialista ci furono donne e mia bisnonna Liberata, vedova, con tre figli piccini, fu proprio tra esse. Furono loro, le donne, ad inizio 900, durante i grandi scioperi, a stendersi sui binari, qui dove abito, per non far passare i crumiri, richiamati dal Veneto. Le donne diedero l’oro alla Patria, ed i figli, ma furono pure tra i partigiani, li accolsero nei solai e nei granai, con pericolo per la loro vita, li sfamarono, rivestirono e ne custodirono e trasportarono le armi. Le donne emiliane sono libere e forti e, fin da piccole, imparano a destreggiarsi in mille lavori “perché una donna, brava, deve saper far tutto”. Questo era il motto di mia nonna, e delle altre donne, ne sono certa. Quindi anche leggere, studiare, curare, insegnare, fare sport, costruire case e motori. A una donna emiliana non si chiede poco, si chiede TUTTO. Se tu avessi avuto una madre delle nostre, forse lo sapresti e non avresti scritto castronerie su un giornale che ti ha permesso di esercitare, immeritatamente, la professione onorata di giornalista.

Scritto di  Nadia Manghi

Non aggiungo altro.

Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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9 risposte a LE DONNE EMILIANE

  1. Transit ha detto:

    Un quadruplo bacio e altrettanti abbracci e anche un sacco di sorrisi a Nadia Manghi e a tutte le mondine della foto e a quelle altre fuori l’inquadratura dell’immagine ma dentro la vita propria e altrui. Viva le donne emiliane e tutte le altre donne emiliane del territorio nazionale. E anche un bacio a Lauraluna che ha postato quanto sopra.

  2. lauraluna ha detto:

    Non ho potuto e voluto farne a meno. E’ un omaggio a tutte le donne, non solo le emiliane. E non dico altro, solo che questo fatto mi ha fatto davvero male.
    Grazie a te, Transit, sei speciale.

  3. Transit ha detto:

    … e tutte le altre donne emiliane del territorio nazionale.

    Tra le righe: tutt le donne italiane(e del mondo)come le emiliane. E poi le donne emiliane già quando le vedi, quando ti parlano, quando ti guradano, pare che ti baciano che ti accarezzano che ti fanno sorridere ed entusiasmare. Sono tutte belle le donne emiliane e hanno cuore e passione.
    A me questo trasmettono le donne emiliane.

    • lauraluna ha detto:

      Io ne conosco parecchie e non mi hanno mai deluso,ti dirò, quando sono giù di morale, telefono a qualcuna di loro e mi basta sentirmi dire ” mo, come stai?, per stare già meglio.

  4. lauraluna ha detto:

    ❤ …….e intanto piove……

  5. newwhitebear ha detto:

    direi che quello pseudo giornalista – perché definirlo tale è un’offesa alla categoria – e il suo illustre direttore – Vittorio Feltri – dovrebbero imparare che le donne – emiliane e non – svolgono una funzione che è sottovaluta e quasi ridotta a misera cosa, mentre senza il loro contributo quei due miseri ometti non ci sarebbero.
    Quello che ha scritto Nadia Manghi è la risposta più appropriata.
    un sorriso

    • lauraluna ha detto:

      Non voglio entrare in un un commento di due omuncoli perché si commentano da soli e vorrei lasciar fuori la politica, di certo lo scritto di Nadia Manghi è orgogliosamente esaustivo circa la donna intesa come centro della famiglia da sempre.
      La sua esperienza testimonia in modo diretto e commosso una realtà vissuta con partecipazione delle donne emiliane e sottintendono quanto sia fattivo il ruolo della donna nella società.
      Mi meraviglia, ma poi neanche tanto, una persona che è sempre paladina di persone molto vicine a certi omuncoli , che, in questo caso increscioso, non si pronuncia e latita.
      Grazie Gianpaolo.

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