LA CASA DEI DOGANIERI

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.

Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco è qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende…)
Tu non ricordi la casa di questa mia sera

Ed io non so chi va e chi resta.

( Eugenio Montale )

La situazione psicologica da cui si origina la lirica di Eugenio Montale, è la coscienza della fragilità dell’amore e della memoria.

Il tempo che passa corrode inevitabilmente immagini e sentimenti del passato e anche sui ricordi più cari cade “ la nebbia di sempre”.

Il poeta, tornato dopo molto tempo alla casa dei doganieri, rievoca una sera lontana trascorsa con la donna amata che ora è perduta per sempre.

Così, amaramente disilluso e chiuso nella sua solitudine esistenziale non gli resta che constatare lo scacco della condizione umana

 

 

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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14 risposte a LA CASA DEI DOGANIERI

  1. ehipenny ha detto:

    L’ho fatta a scuola sul finire dell’anno, Montale ha scritto versi che ti restano dentro :))

  2. sherazade ha detto:

    È una poesia toccante e dolorosa.
    Per fortuna non sempre e per tutti l’amore in luoghi dove si ha vissuto dove si ha sofferto sorriso cadono nel dimenticatoio.
    Ma la poesia soprattutto quella di Montale potrebbe essere che straziante.

  3. sherazade ha detto:

    * non potrebbe essere che straziante.
    Sherabbraccicari

    • lauraluna ha detto:

      E già, succede di avere ricordi lontani piacevoli, per fortuna,,. ma la poesia di Montale è rivolta verso un’amara consapevolezza, unita al senso tragico dell’esistenza e trova la sua espressione in una forma prosaica e arida che mi affascina proprio perché non lascia trapelare in modo troppo scoperto il suo messaggio ma lo filtra attraverso oggetti e situazioni.
      ” A ME MI PIACE”
      Bacione.

      • sherazade ha detto:

        Anche a me piace moltissimo ma piace leggerlo Montale; per quello che riguarda la vita e i ricordi preferisco viverli e assaporarli con meno tragicità finale.
        Sherchedomanitiscrive 😚

  4. lauraluna ha detto:

    SE è per questo anch’io.
    Laura che aspetta il tuo scritto. ❤

  5. Eroedelsilenzio ha detto:

    Ho sempre pensato che Montale potesse essere mio amico.

  6. Sarino ha detto:

    beh, qui sfondi una porta aperta! Sai bene quanto i ricordi di un certo vissuto siano per me fonte ed ispirazione nonchè nostalgica passione. Trovo la lirica di Montale teneramente malinconica, una sorta di pagina che si scrive con l’inchiostro lieve del ricordo, non è rammarico ma consapevolezza di essere stato parte di un qualcosa che non può non essere ancora vivo e profondo.
    Ciao

  7. lauraluna ha detto:

    Un realismo che sfocia nel pessimismo, ma questa lirica è talmente bella che rende la malinconia accettabile e, come scrivi tu, tenera.
    Scusa il ritardo ma in questo periodo non sento l’esigenza di scrivere. A volte mi succede.
    Un affettuoso saluto con la promessa di leggerti.

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