B A S T A

Finché, a un certo punto, alziamo bandiera bianca  e stabiliamo che sia vero solo quello a cui scegliamo di credere.

Basta, basta, basta.

Basta con il vegliare sulle intenzioni per fare la tara alle parole che gli altri dicono, ai gesti che compiono, basta con il vivisezionare la filigrana di quello che ci capita per verificarne il valore.

Basta con il sospetto che tutto non sia in realtà come sembra.

Può succedere di deciderlo, a chi si accorge di passare più tempo a controllare la sua vita piuttosto che a viverla per davvero : atto di estrema debolezza o guizzo improvviso di forza?

 E’ difficile rispondere.

Propendo  per il guizzo di forza perché credo che sia l’unica maniera per evitare di stare al mondo perché c’è posto.

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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17 risposte a B A S T A

  1. 65luna ha detto:

    Concordo. Buona serata,65Luna

  2. Giovanna Foresio ha detto:

    Anch’io condivido in pieno! Credo che uno dei nostri peggiori nemici sia la mania di controllo…baci Giò

  3. Sarino ha detto:

    senza un pizzico di follia non si va da nessuna parte. Il mistero di questa vita non credo debba essere svelato con la mania di controllarla -e così renderla piatta e scontata-, ci vuole una sana propensione al “viaggio” inteso come scoperta, perfino gioco! Già, dici bene tu, forza, o anche attraverso quell’impeto “bambino” che è credere, provare, lottare. L’esistenza non è un’ovvia “ordinazione di compiti”. Ma un disegno imprevedibile e ricco di talmente tante sfumature che sarebbe un peccato non “mischiarle” e persino confonderle -alla maniera di un sasso nello stagno-, così da creare un quadro vivido e di icastica fascinazione.
    Un caro abbraccio

    • lauraluna ha detto:

      Il controllo esaspera chi lo effettua e chi lo riceve.
      Ben venga un pizzico di follia, di scoperta, di gioco,
      Sempre graditissimo il tuo commento, soprattutto perché mi fa riflettere.
      Abbraccione.

  4. loredana ha detto:

    Preferisco affidarmi all’intuito. Qualche volta sbaglio, però “a pelle” spesso ci azzecco. Poi, controllare tutto tutto tutto? Il mio sogno sarebbe partire così, all’improvviso, senza una meta precisa, però sono riuscita a convincere mio marito solo un paio di volte ad andare via senza una meta precisa: è stato un po’ difficoltoso , ma interessante… Lo stesso anche per le cose “ordinarie” della vita: dopo anni di programmazione per lavoro, casa, figli…evviva la libertà… 🙂

  5. sherazade ha detto:

    Tutto molto bello e molto poetico ma credo che all’interno della propria comunità affettiva serva anche una buona e ‘sana’ dose di responsabilità… non siamo uccellini su di un ramo.
    E ciò non significa voler avere il controllo sempre su tutto

    • lauraluna ha detto:

      In generale, un po’ di attenzione bisogna farla sempre nel selezionare quello che è vero da quello che è “taroccato”,
      L’amore e l’amicizia, sono esperienze uniche proprio per questo: danno una patente di realtà solo a ciò che in qualche modo ci riguarda.
      Credo.
      Grazie Schera e contraccambio il tuo abbraccio che so essere sincero

  6. sherazade ha detto:

    Ops partito il commento senza lasciare il mio saluto affettuoso.
    Sherabbraccicari

  7. Eroedelsilenzio ha detto:

    Non c’è posto, al mondo.
    Credo che avere un posto, da qualche parte, sia estremamente difficile. Perché avere posto significa che qualcuno ti ha lasciato uno spazio.
    So che non era così, che volevi intenderlo. Ma mi piace pensare che sia così. E poi, gridare BASTA! non è quasi mai facile. Anzi. È difficile, complesso. Implica uno sforzo e un lancio nel vuoto, perché anche se molte cose o persone ci danno fastidio, le conosciamo, abbiamo preso le misure. Quando diciamo BASTA! dobbiamo essere pronti ad affrontare la solitudine.
    Un abbraccio.

  8. lauraluna ha detto:

    Avere posto perché c’è uno spazio, non significa, secondo me, che ci è stato lasciato, ma che ci siamo per caso e quindi è opportuno esserne consapevoli e prendere le decisioni che ci sembrano più giuste, anche se spesso sono sbagliate e magari poi ci pentiamo.
    Non è detto che il basta implichi necessariamente la solitudine, può essere una presa di coscienza e determinare nuovi orizzonti.

    Grazie, un abbraccio a te.
    .

  9. Uomo ha detto:

    Sopraggiunge poi ad un certo punto la stanchezza con quella degli intenti dei programmi delle pianificazioni e quella delle conseguenze dell’aver scoperto qualcosa di sé e del mondo che ci circonda e delle nostre relazioni interpersonali.
    Meditando ed approfondendo abbiamo goduto di questa scoperta e ne abbiamo approfittato per osservare da un punto di vista unico e solitario da cui nessuno può anche se volesse, porsi a rimirare l’orizzonte, quello tuo, per l’impossibilità scontata di non poter scorgere lo stesso tramonto.
    Ma troppa fatica e tanta riflessione e studio dei comportamenti personali e altrui che ci hanno permesso di comprendere e di viver meglio evitando problemi e disappunti ma la fatica rimane. Più fatica sarebbe a lasciar perdere dimenticando quanto abbiamo così faticosamente imparato ma tant’è che quando la stanchezza sopraggiunge non lascia il posto se non al riposo che tu hai probabilmente tradotto con la decisione di non badarci più e di vivere solo vivendo.
    Certo la ragione e l’intuito ci informano sulla non casualità della nostra presenza nel mondo giammai sulla fortuità della nostra nascita come molti vorrebbero farci credere, soprattutto quando si tratta di voler controllare, e di questo sappiamo bene che vivere nel senso della non sopravvivenza è già il sintomo e l’espressione della indipendenza e della utilità ed unicità della nostra presenza nel mondo, nel nostro mondo.
    Tuttavia ora la stanchezza c’è.
    E da quella, credo dipenda certa osservazione, certe conclusioni e decisioni quasi dogmatiche.
    Non escluderei che si possa trattare di un atto di forza nell’essersi colmata la misura della pazienza e del perbenismo, ma al di là del concetto del controllo che io escluderei a priori, ritengo che quanto abbiamo imparato con gli anni ed i sacrifici ed i dolori ed il sangue versato, non possa andare perduto, non possa essere relegato a qualcosa di non più utile.
    Ma rilevo ed accetto che le scelte sono frutto di una interiore maturazione il cui esito per chi ha seguito tale percorso è sempre e comunque una conquista.

    Troppo lungo stavolta ma mi sopporterai.

    Buona serata Laura

    Uomo

  10. lauraluna ha detto:

    Certo che ti sopporto Uomo,, ( quello che non sopporto sono i like, preferisco di gran lunga condividere idee, anche se non simili alle mie ) .
    E’ sempre interessante leggere i tuoi commenti :”Vivere solo vivendo” è proprio questa espressione che riassume ciò che intendevo esprimere.
    Per il resto, credo di aver capito il tuo ragionamento e mi trovo d’accordo soprattutto sul fatto che ogni cambiamento di rotta sia una conquista del nostro modo di essere.
    Non si può cambiare ciò che è stato ma è doveroso non inibire il presente e tanto meno il futuro.
    Grazie mille,
    Buona settimana

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