La scalinata di Monesteroli

E’ vero che le esperienze entusiasmanti della gioventù sono irripetibili, puoi ritornare sugli stessi luoghi e gustarne la magia, ma non puoi più camminare in bilico su dei bordi.

E così è decisamente meno intrigante perché  puoi solo ammirare là dove la geografia ha disegnato  lo stupore con mano indubbiamente felice e questo ti deve bastare.

 Sono riuscita a ritornare a Monesteroli davanti alla sua famosa scalinata a picco sul mare che  raggiunge un pugno di case.

Quando sei davanti a un posto simile sembra che finisca il mondo e inizi l’ignoto.

Luogo irresistibile che giunge da una lontana memoria.

Dicevo, la scalinata, che cerca  un gruppo di case aggrappate al crinale  è mozzafiato, con i suoi  suoi mille scalini che tagliano la collina, ed è proibitiva per chi soffre di vertigini e ha le articolazioni non più giovani.

E dire che allora, piuttosto allora, scendevo saltellando  e poi, prima di risalire, insieme agli amici, si faceva un bagno, laggiù, dove il mare sferza gli scogli.

E così,  ritornata in  questo posto che  mi avrebbe dovuto dettare ansia e sgomento, mi sono ritrovata a fissarlo con una strana pace dilagata, tra la meraviglia silenziosa di innumerevoli turisti,  quasi smarriti da tanta bellezza.

Sono rimasta immobile, ho passato il mio tempo lì, tra lecci , corbezzoli , fichi d’india  ed altri alberi e cespugli vari.

 Non c’è altra via per raggiungere i tetti rossi, se non quella scalinata   o la via del mare  che se la ride a vedere le sudate di certi ostinati camminatori.

Ho lasciato  lentamente  il profumo della macchia mediterranea quando ormai il tramonto stava salutandomi.

 Sì,lo so, ne ho ammirati tanti, ma da ragazzi si è un po’ distratti e le emozioni della natura ti sfiorano.

Non è come ora che cerchi di gustare ogni sensazione, ogni bellezza necessarie per resistere ed esistere oggi, in un transito più taciturno per non disturbare troppo.

Non si sa mai!

 

 


 

 

 

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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12 risposte a La scalinata di Monesteroli

  1. sherazade ha detto:

    Magia e sentimento che si uniscono allo stupore di tanta bellezza.
    Una bellezza che quando si è ragazzi diventa sfida.
    Sherammiratattonita

    • lauraluna ha detto:

      Esattamente così : sfida e ardore, magia e meraviglia , un po’ esaltati come solo da giovani si è.
      Allora neanche ci sfiorava l’idea della fatica che dovevano fare gli abitanti per scendere e salire quei gradoni.
      Ci sembrava normale, come lo era per le nostre gambe, ancora agili e forti.
      In ogni caso, anche senza percorrere la scalinata, vale sempre la pena emozionarsi davanti allo spettacolo che ci offre questo lembo di Liguria.
      Grazie Shera.
      Ti abbraccio..

      • sherazade ha detto:

        Da piccolina fino ai 13 anni i miei avevano una villa a Rapallo verso la collina e il paesaggio che vedeva amo era mozzafiato…
        Sherabbracciumidi

      • lauraluna ha detto:

        Qui siamo nell’estremo lembo della riviera di Levante, Monesteroli fa parte di Riomaggiore, nelle Cinque Terre, e più precisamente nella località Tramonti.

  2. Giovanna Foresio ha detto:

    Solamente meraviglioso! E grazie della tua capacità di farci assaporare le sensazioni distillandole goccia a goccia. Sono stata serena e in pace lì con te. Grazie Giò

  3. lauraluna ha detto:

    Rinnovare l’esperienza di giorni felici con l’odore del salmastro che sale verso chi non ha più il coraggio di un tempo, e la sensazione dell’acqua nel vento è qualcosa che inebria mentalmente e fisicamente.
    Grazie a te Giò ,
    sinceramente grazie.

  4. 65luna ha detto:

    Posti fantastici! Buona serata,65Luna

  5. lauraluna ha detto:

    Vero, ancora incontaminati , ti rilassi solo a guardare il panorama.
    Ciao e grazie.

  6. Eroedelsilenzio ha detto:

    Lo zio Tom Petty cantava “well the good ol’ days may not return, and the rocks might melt and the sea may burn”.

  7. lauraluna ha detto:

    “I bei tempi magari non ritorneranno, e le rocce potrebbero sbriciolarsi e il mare bruciare.”
    Tutto è possibile, ma non fino a questo punto.
    Credo!

  8. Uomo ha detto:

    Non ci voleva molto vigore ma solo passi incuranti della polvere sollevata e di qualche rovo qua e la per raggiungere quel lembo di terra irto e roccioso alternato a bacini piani e circoscritti in cui si raccoglieva l’acqua delle onde infrante sugli scogli dove accoccolato dove la forma della roccia lo permetteva, sedevo ammirando il mare nei giorni di tempesta quando mai smetteva di soffiare il vento e le onde spumeggianti di bianco si ergevano tronfie del loro coraggio e della loro forza, quella che avevano di farmi riflettere e pensare al senso del frangente che attraversavo e della storia che stavo scrivendo senza saperlo, senza alcun segno. Ora continuo ad andarci ed ogni volta che mi affaccio su quello scorcio un tonfo silenzioso irrompe riportandomi alla mia dimensione di uomo che è nato ed è cresciuto in ogni senso sino a guardarsi cogliendo la cornice del mondo e della storia del mondo in cui è stato inserito.

    Descrizione magica la tua come se parlassi di ciò che non si può vedere ma solo sentire.

    Uomo

  9. lauraluna ha detto:

    Beh anche la tua descrizione non scherza..
    E’ bello scrivere quando l’emozione è ancora intatta , non trovi?
    Grazie Uomo che ama il mare, come me, e sa capire il suo linguaggio.

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