VULNERABILITA’

achille

La sindrome d’Achille

“Non vedi come io pure son bello e gagliardo?

E son di nobile padre e mi partorì madre dea;

pur mi sta sopra la morte e la Moira crudele;

sarà un mattino o una sera o un meriggio.

Quando qualcuno mi strapperà la vita in battaglia,

colpendomi d’asta o di freccia dall’arco.”

    Iliade , xxx, vv. 108 – 13

 

Le vite interne di alcune persone sono tese a costruirsi  una spessa “ corazza psicologica “

per contrastare un profondo senso di fallibilità ed inadeguatezza.

Così taluni possono sembrare sicuri di sé e rilassati mentre, interiormente,

sono logorati dal dubbio e dall’ansia.

Talvolta miti e storie antiche possono fornirci immagini o metafore che spiegano problemi umani.

Il potere, per esempio, della leggenda di Achille vive ancora nell’immaginario popolare di oggi,

infatti tutti noi conosciamo  il significato dell’espressione comune “ il tallone d’Achille” 

e il suo legame con il concetto di  vulnerabilità.

L’evocazione archetipica  dell’idea del tallone d’Achille, come qualcosa che chiunque di noi, 

può avere, è molto significativa, per noi, uomini del terzo millennio,

  che cerchiamo di far coincidere ciò che ci si aspetta con ciò che siamo effettivamente in grado di dare.

Capire la leggenda potrebbe aiutarci  ad accettare e ad affrontare i problemi

di un individuo, ordinario o eccezionale, intrappolato in un’autoimposta simulazione,

capace di portarlo ad un costante tormento emotivo.  

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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11 risposte a VULNERABILITA’

  1. newwhitebear ha detto:

    I modi dire nascono sempre da situazioni vecchie nel tempo. Tutti siamo vulnerabili. Chi nel tallone, chi nell’anima, chi nel fisico.

  2. Sarino ha detto:

    come Achille ognuno di noi è vulnerabile ma a differenza dell’eroe omerico il nostro punto debole non ha una delimitazione ben precisa. Se nel mito, Omero ha voluto “rendere” un po’ umano il semidio Achille, per rimarcare la sua genesi e sottolineare la sua appartenenza al mondo degli uomini in quanto figlio di una mortale, ma collocandolo sempre a modello di coraggio e temerarietà, la nostra invece e un'”imperfezione” molto più terrena, figlia di un percorso ancorato alle ristrettezze e alle poche capacità insite nel nostro essere umani. Ma in fondo non è poi così male non essere una divinità.

  3. lauraluna ha detto:

    Bellissima interpretazione la tua,
    Aggiungerei che:
    se è vero che ognuno di noi ha delle vulnerabilità, è anche vero che , il più delle volte si evita di parlarne agli altri perché si teme di essere ridicolizzati o umiliati.
    Le qualità delle persone, la velocità e l’intensità legate al temperamento possono essere diverse, ma l’accettazione è qualcosa che tutti noi possiamo imparare.
    Se veramente si vuole migliorare, è fondamentale partire dal valorizzare e riconoscere i risultati raggiunti e i cambiamenti ottenuti : Ciò costituirà un trampolino di lancio per i tentativi successivi.
    Un caro saluto.

  4. Uomo ha detto:

    Forte contrasto tra ciò che appare
    e le nostre debolezze
    che sussiste per l’abnorme disparità
    ovvero perché le ultime forse non dovrebbero esserci affatto.

    Eppure ci sono, che se pure tentiamo di nasconderle, riaffiorano prepotentemente quasi a testimoniare della nostra inattaccabile umanità che ci gratifica e umilia al tempo stesso così da permetterci di considerare noi stessi per quel che siamo.
    Un problema potrebbe essere il timore della manifestazione di quelle debolezze, troppo spesso determinato dalla eccessiva considerazione altrui a discapito del sereno o anche travagliato ma possibile raggiungimento dell’accettazione di sé, ché è una forma di debolezza quella di sentire il peso del giudizio degli altri. Ed allora è necessario forse comprendere come stiano le cose ed il loro stesso senso, quando ci avviciniamo alla trattazione del nostro io e delle sue relazioni col mondo. Strada complicata e lunga quella del congratularsi con sé stessi chiunque siamo o abbiamo scoperto di essere.

    Un saluto per te

    Uomo

  5. lauraluna ha detto:

    Mi trovi concorde con il tuo esauriente commento,.
    Spesso siamo vulnerabili perché temiamo il giudizio altrui, e credo che il nostro ” tallone d’Achille” consista proprio, per la maggioranza dei casi, nel voler essere perfetti in tutto e per tutto agli occhi degli altri..
    Sarebbe inebriante non dover tener conto dei limiti.,delle barriere e degli argini.delle chiusure e dei margini.
    Forse è questo che a volte ci rende caparbi e ambiziosi e ci porta a voler superare gli ostacoli anche i più insormontabili e ardui.

    Ciao Uomo, a presto.

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