Meravigliarsi

aorietta

Non c’è niente di più semplice che misurare l’incredibile capacità di meravigliarsi degli esseri umani.

Basta osservare un bambino di pochi mesi : tutto lo affascina, lo cattura, lo entusiasma.

Si agita, grida di gioia oppure di sorpresa a ogni scoperta e vuole toccare, sentire, gustare,acchiappare la farfalla e il fiore, la barba di papà, il lembo di un vestito.

Passano circa trent’anni ed assistiamo ad un cambiamento fortissimo, sembra che non ci si accorga del mondo intorno.

Cosa si nasconde dietro questo mutamento profondo che coinvolge le nostre vite?

Perdiamo di vista il bambino che siamo stati, assorbiti dalla vita e impermeabili alla bellezza che essa ci offre.

Man mano che diventiamo adulti cambiamo infatti la capacità di meravigliarci con quella di comprendere, affrontare il mondo nel quale viviamo, perdendo però di vista il suo mistero, la sua magia.

Ne parlavo, proprio ieri, con un caro amico : ci aggrappiamo agli aspetti più materiali della realtà.

Trascuriamo il continente della meraviglia che non è l’ingenuità legata all’infanzia ma una scelta,di rifiutare la paura per affrontare il mondo con gusto e gioire per  lo stupore.

Nell’ansia del fare  perdiamo la capacità di vedere, di intuire quali siano le reali  attese del cuore.

Non riusciamo più a sintonizzarci sull’interiorità profonda dalla quale sgorga il mondo sconfinato delle emozioni.

Centinaia di situazioni rendono la vita più leggera, il profumo del legno appena tagliato, lo sbocciare dei fiori,  un’alba stupenda, la ricerca di conchiglie, la vista di una nebbiolina che sale da un campo di granoturco,  la magia di un tramonto sempre diverso……..

Siamo circondati da sorprese e delizie gratificanti : dobbiamo solamente spalancare le braccia per accoglierle.

Sapersi meravigliare, prima di tutto di noi stessi , o scegliere il silenzio per riconciliarsi coi sensi e riscoprire le voci della natura.

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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8 risposte a Meravigliarsi

  1. Nuzk ha detto:

    Crescendo ci appiccichiamo addosso (e ci appiccicano) tutti i “giusto e sbagliato” che formeranno il nostro modo di pensare e parte del nostro carattere. Ci sono giochi sottili che ti portano a modificare il tuo modo di fare, soprattutto da piccolo, per essere riconosciuto o amato dalle persone che hai attorno o che ti sono care. La spontaneità la perdiamo un po’ per volta e forse per questo non ce ne accorgiamo. A volte è necessario fermarsi e iniziare a chiedersi chi si è veramente e cosa si vuole per sè e poi, un po’ per volta, iniziare ad andare lungo la nostra vera strada e non seguire quella che altri vorrebbero per noi. Almeno questo, in parte, è quello che vedo nella mia quotidianità.Un abbraccio Laura

    • lauraluna ha detto:

      Esatto, occorre fermarsi, l’ansia di dover fare troppe cose, raggiungere traguardi ed obiettivi, dimostrare il proprio valore, spesso fa perdere la capacità di vedere, di intuire, di sentire quali siano i nostri desideri e bisogni più intimi, di interpretare le attese del cuore, di non conservare lo sguardo meravigliato dell’infanzia.
      Grazie Elena,
      ti abbraccio. ❤

  2. rosarioboc (Sarino) ha detto:

    tempo fa pubblicai un articolo dal titolo “gli ultimi uomini”, credo che proprio quegli uomini siano rimasti i soli a percepire la vita come meraviglia : in accordo alla natura e a quei primi vagiti del mondo così genuini e originali! Questo nostro mondo invece è l’antitesi della meraviglia, troppo materiale per essere adeguatamente ideale ma abbastanza superficiale per dimostrarsi un modello.
    Un abbraccio

    • lauraluna ha detto:

      Ricordo perfettamente il tuo articolo e mi sembra molto significativo a proposito del mio post. Da molto tempo .viviamo immersi in informazioni velocissime, per noi adulti coltivare la meraviglia è una sfida personale che non sembra si accetta con facilità, praticamente si tratta di potersi riprendere o di potersi inventare quanto messo da parte o non ritenuto consono da quello che si era deciso, o si era accettato come scelto da altri, dover essere il proprio modo di stare al mondo. Segna un passaggio, un momento creativo di trasformazione, di messa da parte di un vecchio modo, non più funzionale, di manifestarsi e l’esperienza di una nuova occasione, che pure spaventa, in quanto nuova, ma anche riempie di speranza e possibilità
      Grazie,
      un cordiale saluto da Laura..

  3. ehipenny ha detto:

    Infatti penso che la capacità di meravigliarsi non vada persa… ci permette di apprezzare anche le piccole cose, di trovare la felicità senza dover scalare le montagne… non è facile visto ciò che ci circonda, un pianeta fatto di materia in tutte le forme, ma non bisogna lasciarsi trascinare… 😉

    • lauraluna ha detto:

      .

      Restare incantati,stupirsi tanto da voler conoscere o riconoscere il mondo è un impegno che costa fatica, se pensiamo a quanto poco spazio viene lasciato per la meraviglia, quella stessa “meraviglia” di cui parlava anche Aristotele come motore del pensiero filosofico. Ma, seppure oggi tutto sembra antico, come se potessimo soltanto, con il massimo sforzo, rimescolare ingredienti vecchi, è possibile meravigliarsi e sperimentare lo stupore ancora mille e mille volte. Basta uscire da quanto è preconfezionato e guardare intorno piccole e meno piccole azioni fantastiche di cui siamo accerchiati, inconsapevolmente.
      Grazie,
      cordialmente., Laura

  4. lauraluna ha detto:

    A presto! 🙂

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