Ricordando FABER

faberfaber2

Ci manchi tanto, ci manca la tua voce, la tua poesia.

“Quello che mi fa paura, oggi come ieri, è che la vostra Libertà come la mia, non sia più neppure DIGNITA’.” (Fabrizio De André)

” Parla della morte… Non della morte vera, ma di quella psicologica, morale, mentale,

che un uomo normale può incontrare durante la sua vita.

Direi che una persona comune, ciascuno di noi forse, mentre vive si imbatte diverse volte in questo genere,

in questo tipo di morte, in questi vari tipi, anzi, di morte.

Così, quando tu perdi un lavoro, quando perdi un amico, muori un po’; tant’è vero che devi un po’ rinascere, dopo…”

“Toglietemi la protesta e non farò più una canzone. Ma la protesta deve essere due cose,

innanzitutto autentica, poi meditata.

E poi agganciata alla vita, alle esperienze che abbiamo vissuto e che ci hanno lasciato la bocca amara.”

Sono solo alcune frasi di Fabrizio, ce ne sarebbero da scrivere a non finire

e tutte  piene del suo fascino.

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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19 risposte a Ricordando FABER

  1. Piero ha detto:

    “E tu che con gli occhi di un altro colore, ripeti le stesse parole d’amore… fra un mese fra un anno, scordate le avrai, amore che fuggi, da me tornerai.”
    Grande Faber. Ci manchi.
    Grazie infinite per questo bellissimo tributo!
    Piero

    • lauraluna ha detto:

      Veramente mi trovo sempre in imbarazzo a parlare di Faber,, l’emozione si rinnova sempre.
      l’aspetto più sorprendente di De André: la sua formidabile capacità di attrarre, intrigare, colpire e conquistare sempre altro pubblico, e soprattutto il pubblico giovane
      Ciao, Laura.

      • Piero ha detto:

        … e di dialogare con struggente pathos con Dio.
        Grazie Laura. Un caro saluto a te. 🙂

      • lauraluna ha detto:

        La splendida Preghiera in gennaio (dedicata al suicidio di Tenco) è una specie di sommario delle certezze di De André, che non sono così «laiche». Per lui non esiste l’inferno, Dio accoglie chi ha sofferto (anche i peccatori) e, fondamentale, Dio ascolta gli uomini per aiutare gli uomini. Non solo Preghiera in gennaio è un capolavoro, ma mi pare nella sua non laicità, nel suo sfondo eretico un atto di fede ancor più forte di mille lodi al creatore. È evidente che De André fosse affascinato dal sospetto dell’esistenza di Dio, ma lo immaginò uguale identico al suo sentire, senza stare a seguire bibbie e vangeli.

      • Piero ha detto:

        Per lui era infatti un’entità al di sopra delle parti, non interessata alle cose terrene. Eppure qualcosa cominciò a cambiare dopo il sequestro. Se non ricordo male dichiarò di non essere stato aiutato dalla fede in Dio ma in quella verso gli uomini ma che dopo quell’esperienza gli risultava più difficile bestemmiare.
        Però, aggiungerei io, se siamo davvero solo il prodotto dell’evoluzione della specie, quale altro evento straordinario ci ha regalato il pensiero di menti come quella di De André?

      • lauraluna ha detto:

        Il punto di vista su Dio da parte di Fabrizio è in realtà lo sguardo dell’amore e dell’indulgenza e del perdono, uno sguardo di cui il mondo ha sete, e invece se ne dimentica, come fosse una debolezza.
        Le sue melodie senza tempo sono un’altissima testimonianza umana e la conferma che il vento del Vangelo soffia dove vuole, affascinando anche coloro che i praticanti di una religione chiamano lontani, ma che magari sono misteriosamente vicini al mistero. Molto bello ed intenso il tuo interrogativo finale.
        Grazie Piero, sei un amico prezioso.

      • Piero ha detto:

        Grazie per questo intenso scambio di opinioni. Grazie a te, ho una prospettiva più completa.
        Il sentimento di grande e affettuosa amicizia è assolutamente reciproco.
        Un abbraccio Laura.
        Piero

  2. rosarioboc (Sarino) ha detto:

    <>
    Adoro il suo modo di poetare musicando, un “cantastorie” di versi, l’anima vera delle note in poesia. Conosco quasi tutto il suo repertorio, amando particolarmente lp Anime salve che come diceva fabrizio <>. Ma anche amico fragile, fiume Sand Creek e i primi album : tutti morimmo a stento, storia di un impiegato e tutta la collaborazione con la mitica PFM.
    Uno degli artisti che in qualche modo mi ha segnato sia come cantautore che poeta!!!
    Grazie per questo ricordo!!!

    • lauraluna ha detto:

      Pienamente d’accordo, è in assoluto il mio punto di riferimento,
      Le sue canzoni resteranno per sempre come patrimonio, le insegnano anche nelle scuole. e vorrà pur dire qualcosa,
      Grazie a te!

  3. rosarioboc (Sarino) ha detto:

    Scusami ma mi sa che il commento è arrivato spezzettato :
    come diceva Fabrizio””Anime salve trae il suo significato dall’origine, dall’etimologia delle due parole “anime” “salve”, vuol dire spiriti solitari. È una specie di elogio della solitudine.””

    • lauraluna ha detto:

      Esattamente come scrivi tu.
      . La salvezza deriva forse proprio da questo essere e viversi diversi, solitari, non per coercizione, ma per scelta,quindi liberi. Lo stesso De André, nel corso del concerto tenuto al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998, definì un «discorso sulla libertà»

  4. ombreflessuose ha detto:

    Dopo aver letto i vostri notevoli commenti , posso solamente dire che la sua musica, le sue canzoni, mi hanno incantata
    Non sono proprio una sua fan ma il talento, la grandezza, la poesia, la musica di Fabrizio non passano sottovoce

    Buona serata, Laura
    Ti abbraccio
    Mistral

    • lauraluna ha detto:

      FABER andava sempre a parare nel profondo, esplorava sentimenti e identità sempre più confusi, a noi ha lasciato tante cose, ma tante : la gonna di Jenny e la moglie di Anselmo, Maria e Princesa, Bocca di rosa e Marinella, gli amori che vanno e quelli che nascono, le viole e mille papaveri rossi, Nina che vola e primavera che non bussa, l’autunno negli occhi e l’estate nel cuore, Barbara e Franziska, e anime salve in terra e in cielo, e un ridente rauco e ricordi tanti.
      E nemmeno un rimpianto.
      E con lui ci sentivamo protetti.
      Dall’ipocrisia, dalla retorica, dal divismo.
      Ricambio l’abbraccio, grazie Mistral. ❤

  5. Uomo ha detto:

    Mi associo al commento di Mistral perché anche io non sono stato un estimatore di tale anima l’unica canzone che mi ha sempre colpito è Bocca di Rosa per la descrizione di certa realtà sempre mistificata e non dichiarata che di fatto esiste ma di cui nessuno intende chiaramente parlarne per quel senso provinciale di eccessivo pudore ma che nell’oscurità è ampiamente superato. Una denuncia dell’evidente nel coraggio di farlo cantando e componendo parole. Questo si che mi ha sempre colpito di De Andrè ma come spesso accade, i migliori vanno via prima, anche se nel suo caso le sue canzoni gli permettono di non morire mai davvero. Ed il tuo post ne è la dimostrazione.

    Uomo

    • lauraluna ha detto:

      Mi ricordo di aver letto da qualche parte di qualcuno che alla domanda “dove vanno le parole di un poeta, quando un poeta scompare?” aveva risposto che, se di vera poesia si trattava, quelle parole vivevano tra la gente e il poeta viveva insieme a loro”. Non ricordo chi fosse, so soltanto che disse una gran verità. Fabrizio è ancora tra le persone che ne condividevano le idee, le indignazioni, le speranze, le delusioni.

      Gtazie Uomo, gli sarebbe piaciuto questo commento.

  6. nuvolesparsetraledita ha detto:

    Questo tuo post mi era sfuggito…
    Posso rimediare, in ritardo, con una canzone non originale di Faber, ma che lui ha reso nostra?
    Mi piace così tanto… 🙂

  7. nuvolesparsetraledita ha detto:

    Per noi, per lui, grazie a lui …

  8. lauraluna ha detto:

    E già. la canzone è di Brassen al quale spesso Faber si è ispirato. Non è molto conosciuta ma è ” da intenditori” 😉
    E’ un inno alle ooccasioni perdute ” quando il rimpianto diventa abitudine”.
    Una vera chicca, grazie ❤

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