Una strana primavera

soffione

” Questa è la storia di una strana primavera, che si era innamorata così tanto dell’inverno che non le bastava di passarci assieme un equinozio, e allora aveva deciso di non lasciarlo più andare via.

Ma l’amore non lo puoi possedere né catturare, non lo puoi costringere o forzare, l’amore lo puoi solo amare, e a volte amare è lasciare andare.
Invece questa primavera non ne voleva sapere di salutare l’inverno, e, focalizzata su questa ossessione per un’altra stagione, stava perdendo tutta la sua essenza naturale.

E il vento era gelido, e le finestre restavano chiuse, e i fiori non sbocciavano, e i bambini non correvano nei prati, e il sole non bastava più a scaldare…

Primavera, ma non lo vedi che quest’inverno a cui ti attacchi
non è che un inganno,
non lo vedi che non può bastare,
non lo vedi che ti fa snaturare?
e lo sai poi come va a finire…?

Che quello che credevi fosse amore
non ti porterà altro
che un bel raffreddore.”

Perché l’amore è un soffio.

Una verità forse banale, ma non priva di importanza:

molto spesso il significato che diamo a gesti, parole e situazioni

non corrisponde necessariamente a quello che le altre persone volevano dargli,

come anche il fatto che comportamenti incomprensibili, o facilmente fraintesi,

erano giustificati da motivazioni  semplicemente diverse da quelle che avevamo ipotizzato.

Non ci resta che curare il raffreddore!

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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6 risposte a Una strana primavera

  1. Rosa ha detto:

    Condivido lo spirito con il quale è stato scritto questo brano perché mette in evidenza come, spesso, non riusciamo ad accettare la realtà.
    La riflessione finale mi sembra evidenziare in maniera critica questa fragilità che ognuno di noi porta in sé.

  2. lauraluna ha detto:

    Effettivamente è così : navighiamo in destinazione ostinata ( sapendolo )
    e contraria ( conoscendo) .

  3. ombreflessuose ha detto:

    Ci piace, a volte, per comodità o semplicemente per pigrizia, attaccarci a qualcosa
    che non ha più tempo di essere.
    Complimenti, piaciuta molto
    Abbraccio
    Mistral

  4. lauraluna ha detto:

    O forse per ingenuità, o per sensibilità, oppure per ottusità,
    insomma per varie ragioni.
    Grazie Mistral,

  5. Uomo ha detto:

    Sfaccettature diverse per le differenti interpretazioni della vita reagendo alle sue incursioni attraverso il filtro del nostro essere che non è sempre comprensibile né lo si può facilmente modificare.
    Ma fra la disanima di un concetto e la sua attuazione ci stà il coraggio di agirlo pur prevedendo l’errore con le sue conseguenze.
    Ci sono individui che non danno mai tutto sé stessi per incapacità e per la medesima incapacità non riescono ad andare, anche quando il restare è inutile.
    Altri, che offrono proprio tutto senza riserve né parsimonia, ma quando intravedono l’aridità scompaiono che non te ne accorgi né mai li rivedrai.
    C’è il tempo anche del non fatto e del non detto.
    Quello di ogni rimorso e quello del tempo che è passato e che sai non tornerà più. Come conosci dentro te che è giusto che sia così per il bene tuo e della tua anima e del mondo intero.

    Buona notte!

    Uomo

  6. lauraluna ha detto:

    A volte, nell’ essere caparbi ci vuole tanto coraggio e sangue freddo e sempre tanta pazienza.
    A volte, invece. la caparbietà è energia pura, dipende ovviamente dalle situazioni.
    Ma più spesso, come dimostra il tuo commento, bisogna desistere, perché non siamo come l’edera. che non ha un cervello per ragionare ma solo istinto, un istinto che nelle persone diventa sterile , come è sterile l’attesa di tutti quelli che aspettano un evento che trasformi la loro vita insoddisfacente, inseguendo una chimera che non arriverà mai.
    Ciao Uomo, mi piace alimentarmi della tua saggezza

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