Lo gnomo solitario

gnomo2[1]

Lo gnomo solitario aspettava con ansia l’arrivo dell’inverno, l’aria frizzante, la caduta della neve che tanto amava e finalmente, dopo tanta attesa, il suo desiderio era stato esaudito.

In più aveva trovato, sotto il tronco di una vecchia quercia, un pacco piuttosto pesante che lo aveva sorpreso, ma non si decideva ad aprirlo.

Provava e riprovava a pensare cosa potesse contenere : libri, dolci, frutta di cui era ghiotto, pigne secche per accendere il fuoco, abiti meno sgualciti, scarponi foderati di calda pelliccia sintetica, berretti di lana soffice e non pruriginosa …………….chissà?

Era curioso ma non si decideva a sciogliere quel nastrino rosso, osservava i fiocchi cadere lentamente, e pensava alle stagioni passate, al tracorrere inesorabile del tempo, all’amicizia e all’amore delle favole, quelle che non esistono, le sole alle quali credeva.

L’amore poi gli dava un senso di malessere, era, secondo lui quasi una maledizione, una pena che ti sbatte come un panno steso al vento di tramontana.

E, cercando di cacciare tali pensieri, si decise ad aprire il pacco, mentre scioglieva il nastrino gli sembrò che il contenuto stesse diventando più leggero.

Ancora un nodo e poi tolse la carta, il pacco era sempre più leggero.

Fu preso da una strana ansia che contrastava con l’apatia di quei freddi giorni.

Finalmente sollevò il coperchio, chiuse gli occhi e quando gli riaprì, con stupore vide che la scatola era vuota.

Si soffiò il naso con la mano sinistra, poi con tutte due le mani, cercando di capire.

Percepì la leggerezza di quello che era ormai solo cartone e cercò di ipotizzare il perché.

Intorno la luce calava, solo il biancore della neve illuminva la sua figura stanca.

Frugò nella scatola , per sincerarsi se ci fosse almeno un messaggio, un biglietto, una semplice frase.

Nulla.

Si guardò intorno.

Nulla.

Era solo.

Come sempre.

Allora ebbe come un brivido, ma non era per il freddo, era una strana sensazione e gli giunse, con i fiocchi di neve, il ricordo di una frase che qualcuno gli aveva detto : “la fuga dagli altri non è mai un punto d’arrivo, è sempre e soltanto un rinvio.” .

Allora capì : dentro il pacco c’era la sua solitudine , quella che aveva tanto cercato e che aveva raggiunto :

interiore, consapevole, viva e possente, quella che , secondo lui, non lo avrebbe mai lasciato solo, quella che era stata la sua vera conquista.

Depose il pacco accanto a lui e sentì che questo stava piano piano diventando di nuovo pesante.

Rigirò il nastrino tra le mani infreddolite.

Sigillò il pacco con cura e gli sembrò che emanasse calore, il calore di cui aveva bisogno, non quello del fuoco che accendeva tutte le sere.

Lo tenne stretto a sè come in un abbraccio.

E pianse.

 

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Informazioni su lauraluna

Non so ancora bene cosa voglio da questa vita, so che la vorrei diversa.
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16 risposte a Lo gnomo solitario

  1. rosella ha detto:

    Bellissima e profonda!
    Ciao Laura!
    Buona Domenica!
    Un bacio.

  2. lauraluna ha detto:

    Grazie Rosella,
    non so quanto sia bella e profonda, l’ho scritta di getto, mi è arrivata spontanea, questo lo so.
    A presto, ti abbraccio,
    Laura

  3. fausta68 ha detto:

    Bellissima! Brava!

  4. lauraluna ha detto:

    Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto questo breve brano.
    Un saluto cordiale da Lauraluna.

  5. ombreflessuose ha detto:

    Le cose spontanee sono le più belle
    Brava, gradita molto
    Un sorriso festivo
    Mistral

  6. lauraluna ha detto:

    Forse perché nascono dalle emozioni, così è nel mio caso.
    Grazie Mistral, è sempre bello leggerti! 🙂

  7. Elena Paola Gazzotti ha detto:

    La mia solitudine non è cercata e voluta come quella dello gnomo ma derivata da una seri di circostanze,dapprima l’ho sofferta molto,poi, a poco a poco ci si abitua a tutto. In fin dei conti cos’è la solitudine se non una condizione che frena l’energia che emaniamo ma non la spegne se è vissuta serenamente, in questo caso ci permette di rallentare il tempo e di gustare ogni momento, ogni attimo della nostra esistenza. La solitudine ha, a volte, colori e sfumature, sorprendenti. E’ una stanza vuota dove risuona la propria anima, la propria sensibilità. Ma spesso ci sono la nebbia, il grigiore, l’assenza di sole:momenti di disorientamento, di aridità, di offuscamento, che diventano palude, acquitrino, sabbie mobili. Ed è allora che vorrei accanto a me una mano tesa, calda, aperta, una voce che mi accarezzi, e piango come lo gnomo. Elena.

    • lauraluna ha detto:

      Già, ci sono vari tipi di solitudine, vari stadi, varie sfaccettature che differiscono da una persona all’altra, a seconda delle proprie esperienze e del proprio carattere.
      Solitudine è anche mancanza di convivenza sociale, di ricerca cioè della vicinanza e della condivisione della nostra esistenza con gli altri.
      E questo è quello che, dopo il tuo commento, credo ti manchi maggiormente.
      Da parte mia, pur essendo una persona piuttosto socievole ed aperta verso gli altri, amo anche, talvolta, la solitudine che mi permette di riflettere e di ” disintossicarmi ” da certe dinamiche, però non è certo la mia aspirazione.
      Ti auguro di trovare una mano che stringa la tua con calore, questo è quello che l’anno nuovo dovrebbe regalarti e ti ringrazio della visita.
      Un abbraccio da Lauraluna.

  8. ombreflessuose ha detto:

    Carissima, che il nuovo anno ti sia amico di serenità e bene
    Buon anno ♡
    Mistral

  9. lauraluna ha detto:

    Ciao dolcissima amica,
    grazie del tuo pensiero, gli auguri sono sempre graditi.
    Sereno e felice anno anche a te!
    Un abbraccio,
    Laura

  10. tachimio ha detto:

    Commovente e tenera. Brava Laura. Isabella

  11. lauraluna ha detto:

    Grazie Isabella, non so se è bella, so che nello scrivere ho messo il cuore!
    Un saluto da Laura

  12. Nuzk ha detto:

    Bellissima la foto dello gnomo solitario che hai postato. Peccato che non sia caricata anche qui sul sito. Nella mia mail però le sto salvando tutte. Un abbraccio

  13. lauraluna ha detto:

    L’immagine dello gnomo è veramente bella, appena la vidi in un negozietto artigianale me ne innamorai e la comprai. Poi la inviai ad una persona che sapevo l’avrebbe apprezzata e così fu.
    Ora non so se, unita al mio brano, avrà avuto lo stesso effetto.
    A volte si sbaglia in buona fede o perché non si è abbastanza forti.
    Preferisco sempre, comunque, sbagliare ma agire come mi detta il mio istinto.
    PS : cosa vuol dire che non è caricata qui sul sito? ( ed ecco che esce fuori Laura imbranata) Un abbraccio anche a te e grazie.

  14. Nuzk ha detto:

    Via mail mi è arrivato un tuo post, il 657, ma sul sito l’ultimo post è quello con scritto torno presto. Non vedo neppure la bottiglia con il messaggio postata qualche giorno fa. Mi piace molto il disegno con la neve ma è solo nelle mail

  15. lauraluna ha detto:

    Per quello che riguarda la bottiglia con il messaggio, sono stata io a cancellarla perché volevo accompagnare l’immagine con un brano, ma poi ho deciso che non sarebbe andato bene,
    Per il resto non so proprio. Grazie ancora.

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