Il vecchio Karas e suo figlio

Il vecchio Karas è malato da giorni.

I suoi baffi sono appassiti.

Nei suoi occhi pioviggina un crepuscolo della Tessaglia,

nella sua fronte si trascina una nuvola di Bralu.

Le sue mani sui fianchi

sono due abeti troncati nei vapori del bosco.

Il vecchio Karas ha un figlio di selce.

Suo figlio ha due colombe nere

nascoste nella camicia rattoppata

per questo il suo sorriso talvolta diventa

come una falcata dopo la pioggia

quando un fascio di raggi spazza l’erba nuova

per questo dentro i suoi occhi pascolano quattro bufali

e un puledro con un collare azzurro e un campanello.

Questo campanello lo sentiamo all’alba

quando il figlio del vecchio Karas prepara il tè a suo padre, quando prende per mano il suo vecchio

e lo porta fuori a prendere il sole.

Questo figlio avvolge con la coperta il suo vecchio

aggiusta il materasso al suo vecchio

come un capelluto pastorello

si prende cura del suo vecchio cane

gli cambia l’acqua nella ciotola

gli leva le zecche e le spine.

Il vecchio Karas sta meglio.

E’che sente quel campanello negli occhi di suo figlio

è che suo figlio sente il campanello

della stella mattutina dietro le montagne

è che siamo anche noi figli del vecchio Karas

fratelli di suo figlio

è che siamo tutti compagni.

Ogni sera la stella dei pastori scampanella dentro la tenda

e le campane delle montagne echeggiano sopra le tende

e il vecchio Karas dorme tranquillo

e noi dormiamo tranquilli,

solo il figlio del vecchio Karas si china sul suo vecchio

intagliando un ramo i ulivo selvatico col suo temperino

accendendo una lampada di colomba sugli scogli del nostro sonno.

NON  CI  VINCONO  LE  PIETRE  VECCHIO  KARAS

FINCHé  ARDE QUESTA LAMPADA  NON  TEMERE NULLA.

( GHIANNIS  RITSOS )

Un poeta può parlare per sé, di quello cioè che lui, come singolo individuo , sa vedere e capire della realtà, ma ci sono ancora oggi poeti che hanno una voce e un cuore così grandi che sanno parlare per tutto un popolo: della sua storia, delle sue sofferenze, delle sue speranze, delle sue lotte. Ritsos è un poeta e un uomo che ha sempre creduto nella “rinascita”. Egli pensa che l’uomo possa resistere anche alle esperienze e alle sopraffazioni più atroci e salvare, al di là di tutto, la sua dignità, il senso profondo della sua libertà. E nessuno più di Ritsos ha diritto di dirlo, perché ha preso parte alle tragedie del popolo greco, invaso ed occupato, privato ripetutamente della libertà. Nessuno più di lui, partigiano sulle montagne, nella seconda guerra mondiale, ha vissuto quel sentimento di fraternità umana che lo ha fatto resistere , nonostante sia stato rinchiuso per anni  in campi di concentramento.     Non ha mai smesso, pur gravemente malato, di combattere e di scrivere.

 

Annunci
Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

lA MANCANZA

Da memorie di una Gheisa

” Al tempio  c’è una poesia intitolata LA  MANCANZA, incisa nella pietra, 

ci sono tre parole ma il poeta le ha cancellate.

Non si può leggere LA MANCANZA , solo avvertirla. “

Pubblicato in Uncategorized | 8 commenti

Amicizia VIRTUALE

AMICIZIA  VIRTUALE

Non vedrai

le tracce del tempo impietoso

sul mio viso e sul mio corpo,

né le nuvole della sera

che percorrono la mia fronte.

 

E questo è un bene!

 

Non vedrò

le tue spalle che si incurvano

sotto il peso della solitudine,

né il tuo passo smarrito

ogni giorno più stanco.

 

E questo è un bene!

 

Non vedrai

la lampada dei miei occhi

dietro le lenti,

né il sorriso ancora contagioso

nel crepuscolo.

 

E questo è un male!

 

Non vedrò

l’ironia velata di malinconia del tuo sguardo,

né la dolcezza severa

che accarezza la tua fronte.

 

E questo è un male!

 

Ma so che insieme continueremo

 

ad incontrarci

nelle frasi scherzose,

nei pensieri che si intrecciano,

nei silenzi che ci rapiscono.

 

Continueremo indomiti

a credere

nella profonda armonia

di un’amicizia   

che ci rende ancora capaci

di indignarci,

di lottare,

di sognare,

di sperare

nelle stagioni

che ci furono e che ci saranno.

 

E questo non è un bene né un male.

 

E’ una disarmante magia.

 

Ricorda:

“C’è sempre un lume

laggiù,

in fondo alla strada.”             

 

 

 

Pubblicato in Uncategorized | 10 commenti

E Partivano i bastimenti………..

Fine ottocento : dal piroscafo nel porto di Buonos Aires   sono appena sbarcati i nostri emigranti carichi di sogni . Per oltre un secolo il Paese sudamericano è stato il traguardo agognato per milioni di Italiani che hanno avuto un ruolo decisivo per le fortune di quella terra.

Speranze partenze, nostalgie, ritorni.

Proprio nei mesi scorsi sono rientrati nel loro piccolo paese italiano, per una vacanza,  dei figli di parenti emigrati in Argentina e hanno raccontato l’epopea della loro famiglia, che hanno appreso ascoltando i  nostalgici racconti dei padri e dei nonni  : i tempi erano difficili ed i viaggi  costavano, gli emigranti mandavano ogni mese la “rimessa” e piano piano per ricomporre la famiglia facevano emigrare anche mogli e figli.

Dall’Argentina ora tornano ai paesi degli avi, appena possono, lasciano la loro nuova terr,in inverno ed arrivano in Italia che è estate e ritrovano profumi, limoni, frutti, un miscuglio di colori bellissimi, stravaganti tavolozze della natura,  grappoli di uva dagli acini grossi e turgidi che adornano le porte dei negozi, cocomeri ammucchiati sui banchetti, verdi e lucidi, e in mezzo, come trofeo, quattro o cinque campioni spaccati a metà per  mostrare il rosso dell’interno, somiglianti a palle di fuoco, e i pomodori messi ad essicare al sole per po salarli leggermente, una foglia di basilico, un filo d’olio e tutto in un piccolo vaso di terracotta, una squisitezza per l’inverno.

Enrique , uno dei più giovani, mi ha raccontato  la sua passione per il tango.

e la storia di Carlos Gardel,” el rey” di questo ballo ancora attuale e seducente, simbolo del sogno argentino che è stato definito  come ” un triste pensiero che si balla”.

Gardel era figlio senza  padre di una immigrata francese e si affermò in tutto il mondo con la sua voce suadente. Amò le donne, i cavalli, gli amici e, malgrado un proiettile fra le costole, visse una vita piena. Scomparve giovane nel 1935 in un incidente aereo e diventò un mito.

Questo ed altro ancora mi hanno raccontato, davanti al mare, con lo sguardo perso verso l’orizzonte e il pensiero incrociato tra la loro attuale patria e quella da  cui discendono.

 

Pubblicato in Uncategorized | 8 commenti

Torniamo a scuola di bella scrittura

Con il corsivo a mano il nostro pensiero arriva fluente sul foglio, è la nostra scrittura privata, diversa da tutte le altre.

Per psicologi e psichiatri  il corsivo manuale è “uno specchio dell’anima” espressione diretta della mente, razionale o fantastica.

Sinceramente mi auguro un revival della stilografica.

Come facciamo a mortificare, per esempio, nei caratteri del computer ( Arial, New Roman ecc) questi versi di Bertold Brecht :

“Debolezze tu non ne avevi.

Io ne avevo una : ti amavo”

Avvertenza : non imitare la scrittura dei medici.

Pubblicato in Uncategorized | 15 commenti

Materia di sogno

“…La vita sa confondere le sue tracce, e tutto del passato, può diventare materia di sogno, argomento di leggenda…”

Giorgio Bassani

– Cinque storie ferraresi-

Molto suggestivo questo brano, direi  ” da brividi” per

la complessità dei pensieri.

 

Il sogno riesce a confondere le tracce della realtà  ma  alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza, finirà il tempo delle scelte, solo silenzio e il verde dell’erba.

Pubblicato in Uncategorized | 9 commenti

Ed eccoci arrivati in Autunno

Equinozio d’autunno! 🍁🍂☀️

Eccoci arrivati al momento che pone fine all’estate: nelle ore precedenti l’alba di domani 23 settembre, precisamente alle ore 3:54, entreremo ufficialmente nell’autunno astronomico.

Il Sole in quel momento attraverserà l’equatore celeste passando dall’emisfero nord a quello sud, avviandosi verso il solstizio invernale.

È dallo scorso 21 giugno che il Sole ha cominciato a scendere verso sud, ma è questo il periodo dell’anno in cui lo fa con più velocità e in cui l’illuminazione diurna cala maggiormente: nel giro di un solo mese a cavallo dell’equinozio, la durata del giorno si accorcia di un’ora e 23 minuti!

Così facendo, la notte diventa più lunga del giorno: solo agli equinozi il giorno e la notte sono lunghi allo stesso modo. Dal latino Equa Nox (“notte uguale”) deriva il nostro “Equinozio”.

Come è indicato nella nostra grafica, il Sole si trova nella costellazione della Vergine, quasi al confine con quella del Leone. Anticamente invece l’equinozio d’autunno era ospitato nella costellazione della Bilancia.
L’astronomo greco Tolomeo, per dare il nome ai segni zodiacali, prese in prestito il nome della costellazione più vicina, così oggi l’equinozio avviene nel *segno* della Bilancia: se Tolomeo fosse vissuto oggi, il segno che inizia a fine settembre sarebbe quello della Vergine…

Buon autunno a tutti! 🍁🍂☀️

Accademia delle Stelle

Pubblicato in Uncategorized | 7 commenti